I 5 livelli della leadership: perché il ruolo non basta
- Elizabeth Moore

- 29 dic 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Di seguito vedremo:
Introduzione: comprendere i livelli er ciluppare la leadership
I 5 livelli della leadership, descritti da John C. Maxwell, rappresentano un modello utile per comprendere come si sviluppa l’influenza di un leader nel tempo.
Ogni livello ha punti di forza e limiti. Conoscerli ci aiuta a capire dove stiamo operando oggi, e cosa può esserci utile per rendere la nostra leadership più efficace e sostenibile.
Livello 1: La leadership di posizione
Nel primo livello, la leadership è ancorata alla posizione formale. L’autorità deriva dal ruolo, dal titolo o dalla funzione organizzativa. Le persone ci seguono perché è previsto dalla struttura e perché il sistema lo richiede.
Questo livello è funzionale quando serve ordine, chiarezza e rapidità decisionale, ad esempio in contesti molto regolati o in situazioni di emergenza.
Tuttavia, l’influenza resta fragile e fortemente dipendente dal controllo. Quando il leader non è presente, il livello di autonomia tende a calare: le persone n questi casi spesso attendono indicazioni, chiedono molte conferme, raramente si assumono iniziative che vadano oltre quanto esplicitamente richiesto.
Un segnale tipico di questo livello è la necessità costante di supervisione. Il lavoro procede solo se il leader è attivamente coinvolto, con un costo elevato in termini di tempo ed energia.
A questo livello, la comunicazione è prevalentemente prescrittiva e orientata all’esecuzione. Il leader comunica cosa va fatto e come, ma raramente apre uno spazio di confronto. Questo rafforza la dipendenza dal controllo e riduce l’iniziativa autonoma.
Andare oltre questo livello significa iniziare a costruire una relazione. Il ruolo apre la porta, ma non genera automaticamente fiducia. Il passaggio avviene quando il leader riesce a ridurre la distanza psicologica creata dalla posizione e inizia a rendere il rapporto più prevedibile e affidabile nel tempo.
Livello 2: La leadership basata sul permesso e la relazione
Nel secondo livello, la leadership si fonda sulla relazione. In questo caso le persone ci seguono perché vogliono, non solo perché devono. Entrano in gioco ascolto, rispetto reciproco e attenzione al clima di lavoro.
Questo livello favorisce collaborazione, fiducia e disponibilità. Le persone si sentono considerate e più propense a esporsi. La comunicazione diventa più aperta e dialogica: ascolto e scambio sono centrali.
Il limite in questo caso emerge quando la relazione diventa il principale criterio di azione del leader. In questi casi, si tende a rimandare decisioni difficili o a cercare consenso continuo, con il rischio di perdere in chiarezza e direzione.
Il leader può essere percepito come disponibile ma poco incisivo, con confini poco definiti. Nel tempo, questo può generare ambiguità e rallentamenti decisionali.
Per passare al livello successivo, è necessario integrare la relazione con la responsabilità. Significa assumersi la guida anche quando questo comporta disaccordo, mantenendo la relazione dentro il confronto e non evitando il conflitto quando necessario.
Livello 3: La leadership della produzione
Nel terzo livello, la leadership si consolida attraverso i risultati. Le persone ci seguono perché dimostriamo competenza, affidabilità e capacità a raggiungere gli obiettivi. Il focus è sui risultati, l'efficienza e il successo. Tutto questo rafforza la credibilità e rende la leadership visibile all’interno dell’organizzazione.
Il rischio di questo livello è l’accentramento. Il leader può diventare il punto di riferimento operativo per tutto: problemi, decisioni, urgenze. Spesso ciò avviene per grande efficienza del leader, ma nel tempo questo tipo di leadership tende a creare da un lato un sovraccarico personale, dall'altra a limitare la crescita dei collaboratori e del team.
Un segnale tipico in questi casi è la difficoltà a delegare, con la tendenza a intervenire direttamente per “far funzionare le cose”.
Per andare oltre, il leader deve riuscire a spostare il focus dal fare in prima persona al costruire capacità negli altri. Questo richiede di tollerare a volte tempi più lunghi, oltre che a una temporanea perdita di controllo immediato, a favore di una maggiore affidabilità domani.
Livello 4: La leadership che sviluppa le persone
Nel quarto livello, la leadership si esprime attraverso lo sviluppo dei collaboratori. Le persone ci seguono perché investiamo sul loro potenziale, favoriamo autonomia e responsabilità, formiamo nuovi leader.
Questo livello permette di costruire team più competenti e meno dipendenti.
In questo livello, la comunicazione viene utilizzata come strumento di sviluppo: feedback, domande e restituzioni servono a far crescere competenze e responsabilità, non solo a correggere comportamenti.
Il limite in questo caso non è interno al modello, ma legato al contesto: richiede tempo, continuità e una visione che non tutte le organizzazioni sostengono nel breve periodo.
Il passaggio a questo livello implica un cambiamento profondo del ruolo del leader, che smette di essere il principale risolutore per diventare facilitatore e riferimento.
Per andare oltre, è necessario ampliare lo sguardo dal singolo team al sistema organizzativo, iniziando a incidere su processi, criteri decisionali e cultura.
Livello 5: La leadership di culmine/personalità
Nel livello più alto, le persone seguono per ciò che il leader è e rappresenta. L’influenza va oltre il ruolo, oltre i risultati immediati e oltre le singole relazioni. Si fonda sulla coerenza nel tempo tra valori, decisioni e comportamenti.
La comunicazione assume anche una funzione simbolica: parole, decisioni e silenzi contribuiscono a definire valori e cultura organizzativa, orientando il comportamento anche quando il leader non è presente.
È un livello raro e impegnativo, che richiede una forte integrazione tra identità personale e ruolo professionale. Non è necessario in ogni contesto, ma rappresenta la forma più completa di leadership, perché integra tutti i livelli precedenti.
Il leader diventa un riferimento stabile, capace di orientare anche in sua assenza.
Conclusioni: i livelli come percorso di sviluppo
I livelli della leadership non descrivono ciò che un leader è, ma come esercita la propria influenza in momenti diversi. Salire di livello non significa “diventare migliori”, ma assumere responsabilità sempre più ampie e complesse.
Il ruolo è solo il punto di partenza. La leadership più efficace è quella che integra struttura, relazione, risultati e sviluppo delle persone, rendendo l’influenza solida e coerente nel tempo.
*Se desideri approfondire questi temi o riflettere sul tuo modo di esercitare leadership, è possibile farlo in modo strutturato.
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